Celebrata anche all’IC “G. Rodari” plesso di Soveria Mannelli la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo

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Soveria Mannelli - "Il cuore blu della consapevolezza. Il colore dell’autismo è un po’ enigmatico e, al tempo stesso, apre alla speranza, alla calma e alla razionalità, per meglio comprendere questa malattia o meglio, questo disturbo dello spettro autistico così detto, proprio perché include molteplici atteggiamenti da parte dei bimbi che ne soffrono. Anche l’IC “G. Rodari” plesso di Soveria Mannelli ha celebrato la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo istituita dalle Nazioni Unite nel 2007 e che ricorre ogni 2 aprile" è quanto si legge in una nota.

"Una manifestazione - spiegano - estremamente coinvolgente e a tratti toccante quella che si è tenuta presso i locali dell’Officina della Cultura e della Creatività e a cui hanno partecipato tutte le classi della scuola secondaria di primo grado della città ai piedi del Reventino egregiamente diretta dalla Dott.ssa Teresa Pullia. Proprio la dirigente ha aperto l’incontro dopo i canonici saluti del sindaco di Soveria Mannelli, Michele Chiodo che ha espresso “Grande soddisfazione e orgoglio di poter accogliere eventi belli ed emozionanti come quello di oggi”.

“Bisogna aver sperimentato l’autismo – ha affermato la Pullia -per poterlo capire e comprendere. I ragazzi vivono quotidianamente a scuola il contatto con compagni che soffrono di questi disturbi e ne capiscono la portata, perché lo vedono da vicino tutti i giorni. Ecco perché la giornata di oggi, per cui ringrazio tutti i miei alunni, i docenti e gli illustri intervenuti, è così importante anche per chi con queste sfide non è a contatto così ravvicinato”.

Si diceva di ospiti di valore assoluto (che sono stati introdotti dalla prof.ssa Tommasina Baratta, vicepreside dell’Istituto, che ha anche coordinato tutte le attività svolte durante la mattinata), a cominciare dalla prof.ssa Rosa Marotta, docente di neuropsichiatria infantile presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro, il tema dell’autismo è stato davvero trattato in maniera più che esaustiva e con una semplicità e una delicatezza dettata proprio dall’amore e la cura estrema verso questi soggetti così fragili. La Marotta, nel suo intervento ha spiegato chiaramente i vari atteggiamenti dei bambini autistici dettati proprio dalla malattia. In particolare, sottolineando che “I profili che vengono riconosciuti dagli specialisti sono tre: inaccessibile, passivo e attivo o bizzarro. Queste sono le tre grandi categorie comportamentali, ma lo spettro (come viene appunto definito) poi risulta estremamente ampio. I bambini autistici a volte appaiono cattivi, ma in realtà – ha spiegato la docente – ad esempio, potrebbe essere solo ansia che è uno degli stati psichico più frequente nel bambino autistico”.

“Possiamo fare qualcosa? – ha concluso la Marotta -. Certamente una particolare attenzione ai segnali precoci dello spettro autistico può giovare poiché, se diagnosticato presto, grazie alla neuroplasticità del bimbo autistico, fare subito una diagnosi comportamentale significa e migliorare la vita e le performance del bambino che ne gioverà sotto diversi profili: affettivi, cognitivi, comportamentali perché l’autismo è una condizione permanente e l’unica medicina vera è solo voler bene al bambino”.

Parole schiette e di grande impatto quelle della docente universitaria, ribadite dalla dott.ssa Mimma Caloiero, direttore dell’U.O.C. di pediatria dell’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia. “Solo chi ha fatto esperienza professionale può capire e può aiutare chi ha problemi. Ci vuole una vera e propria educazione affettiva”. La Caloiero ha dato poi qualche numero e spiegato meglio cos’è l’autismo: “1 bambino su 77 soffre di autismo. Nei maschi la percentuale è più alta. La patologia dello spettro autistico ha il suo fulcro nella corteccia prefrontale del cervello e ciò determina proprio i disturbi nel comportamento. Non c’è una causa specifica nell’insorgenza della malattia – ha chiarito poi la responsabile dell’U.O. lametina di pediatria – se non da ricercare in fattori di predisposizione genetica. Non riusciamo a dirlo con certezza, ma è probabile che mantenere, comunque, uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta, adottando principalmente la nostra amata dieta mediterranea, contribuiscano nella diminuzione di casi, ma questo non è ancora dimostrato”.

La Caloiero ha affrontato poi il delicato tema dell’inclusione. “C’è una legge specifica datata 28 agosto 2015 che sancisce il diritto allo studio dei bimbi autistici. Ma essi devono essere messi nelle condizioni più favorevoli in classe. Devono sentirsi accettati e rassicurati. La scuola è il momento più stressante per loro e i rumori, anche un uso eccessivo di mezzi audiovisivi è deleterio. Un bambino autistico ha bisogno di pause per ricaricarsi e deve, soprattutto, sentirsi amato”. “Sulla scoperta della patologia – ha concluso Caloiero – spesso sono le maestre ad accorgersi dei sintomi e naturalmente anche noi pediatri dobbiamo intercettare la presenza dell’autismo aiutati dai genitori. Questa rete fa sì che il bambino possa essere seguito meglio e gli si possa creare intorno una struttura in grado di migliorarne notevolmente l’impatto sociale e comunicativo”.

Infine le testimonianze di Martina Grandinetti, assistente sociale della cooperativa «Attiva» e di Giulia Chiodo pluricampionessa di kick Boxing e pugilato. La Grandinetti ha spiegato come “Questa realtà stia operando nelle scuole di Gimigliano e San Pietro regalando un pezzetto di felicità ai ragazzi affetti da autismo e ricevendo tanto da loro. Il nostro obiettivo è quello di allargare il nostro servizio a buona parte del nostro territorio”. Giulia Chiodo, insegnante multidisciplinare della Federazione sport paralimpici degli intellettivo relazionali, ha raccontato, invece, la sua esperienza coi ragazzi autistici e disabili in palestra “Che mi hanno fatto cambiare decisamente opinione sulla mia prospettiva di coach. Io pensavo che la massima soddisfazione si potesse raggiungere portando un atleta a vincere una medaglia, ma allenando questi meravigliosi bambini e ragazzi affetti da autismo, il mio orizzonte si è completamente capovolto. La cosa più bella sono loro con l’energia che ti danno e che trasmettono anche agli altri ragazzi che, addirittura, se mancano perché malati o altro, referiscono saltare la sessione”.

"Gli interventi degli ospiti - concludono - sono stati intercalati da momenti preparati dai ragazzi insieme ai docenti dell’istituto prof.sse Gabriella Sirianni, Roberta Lento e Giovanna Cerra. Tra i più significativi, una poesia composta dagli alunni sui loro compagni autistici, la composizione di un cuore con su scritto “Siamo Tutti Unici” con le lettere portate da docenti e ragazzi e poi un bel video in cui è stata analizzata l’esperienza fatta da alcuni bambini autistici di Genova con un robot umanoide in grado di interagire con loro, la lettura di un articolo di Susanna Tamaro, scrittrice affetta dalla sindrome di Asperger (una delle molteplici facce dell’autismo) e l’esecuzione del brano “Nel blu dipinto di blu”. Da segnalare tra il pubblico, accorso numeroso, anche la marescialla della Compagnia dei carabinieri di Soveria Mannelli, Claudia Lama. A conclusione dell’evento un momento conviviale con una bellissima torta realizzata da un’alunna e tanti altri dolci tutti rigorosamente fatti in casa".

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