Roma - "Ogni bene confiscato che torna a vivere è un simbolo di riscatto, un esempio concreto di come la legalità abbia avuto l'ultima parola sul crimine organizzato". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, partecipando a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, all'inaugurazione della caserma dei carabinieri in un immobile confiscato alla 'ndrangheta. Il ministro ha portato i saluti della premier Giorgia Meloni, la cui presenza era attesa quest'oggi a Limbadi, ma che è stata trattenuta a Roma da "complesse vicende di politica internazionale". Piantedosi ha sottolineato l'impegno del governo che, "con l'ultima legge di bilancio, ha ulteriormente incrementato il fondo per finanziamento dei trattamenti economici accessori del personale non dirigente delle forze di polizia e voglio anche ricordare le significative risorse per il rafforzamento e l'ammodernamento dei mezzi e delle strutture". Il ministro ha, inoltre, ribadito, come "da due anni e mezzo a questa parte sono stati arrestati 95 latitanti pericolosi di cui 29 appartenenti proprio alla 'ndrangheta. Numerose sono state le operazioni di polizia, a questo riguardo ricordo proprio l'ultima dell'altro ieri, l'operazione 'Boreas' diretta dalla direzione distrettuale di Catanzaro, condotta dalla Polizia di Stato in collaborazione con gli omologhi poliziotti tedeschi che ha smantellato la 'ndrina dei Greco di Cariati con ampie ramificazioni anche in Germania". Una cerimonia che va oltre il valore simbolico perché "riappropriarsi di ciò che le consorterie hanno sottratto con la violenza e l'intimidazione anche violenta e silenziosa rappresenta una straordinaria opportunità per la rinascita dei territori e delle comunità dove sono collocati". "Oggi lo Stato, con questa cerimonia - ha aggiunto Piantedosi - festeggia il risultato di un'importante battaglia dimostrando, ancora una volta, che la lotta alla criminalità organizzata rappresenta un'assoluta priorità per tutti noi, e ciò anche con una strategia che intende valorizzare proprio i beni confiscati, impiegandoli in nuovi progetti a favore dei beni comuni".
"A Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, ho deposto - scrive in un post su facebook il ministro - un mazzo di fiori di fronte al cancello della tenuta dove Maria Chindamo, imprenditrice agricola, il 6 maggio del 2016 è stata rapita e in seguito uccisa per mano della ‘ndrangheta. Maria ha pagato con la vita la sua scelta di ribellarsi alla prevaricazione e alla violenza della criminalità organizzata. Lo Stato è vicino ai familiari di Maria e a tutte le persone che come lei hanno scelto di stare dalla parte giusta".
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