Lamezia, consapevolezza e gestione delle emozioni nel progetto “Viaggio dentro” per i ragazzi dell’Istituto “Einaudi”

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Lamezia Terme - Un progetto pilota che vede protagonisti i ragazzi, quello partito al Polo Tecnico-Professionale “Luigi Einaudi” dove oggi, riuniti in cerchio, un gruppo di studenti ha dialogato a lungo con la dottoressa Paola Ancarani, psicologa clinica, counselor, e referente regionale dell’associazione AIMUSE (Associazione Italiana Mutismo Selettivo), impegnata nel trattamento dell’ansia nelle sue varie forme. Nasce dalla sua sinergia con i docenti Giovanni Orlando Muraca e Giorgia Gargano il progetto “Viaggio Dentro – percorsi di consapevolezza in adolescenza” che ha visto coinvolte quattro classi dalla II alla V alle quali sono stati proposti in forma anonima sei diversi questionari attinenti alla loro percezione del mondo e della vita, del futuro, delle emozioni, delle esperienze vissute, chiedendo infine se desiderassero partecipare ad un incontro finale per condividere i risultati dei test. Dopo il sì generalizzato dei ragazzi è stato realizzato il workshop che li ha visti interagire in maniera vivace e attenta agli stimoli e ai giochi interattivi proposti dalla dottoressa, culminati in una discussione, molto partecipata, sulle loro risposte in grafico, esito dei questionari proposti. Nell’80% dei ragazzi le domande dei test hanno suscitato riflessioni personali ulteriori, e il 60,5 % ha dichiarato di sentire la necessità di andare più a fondo nei temi trattati; il 74% ha espresso il desiderio di partecipare ad attività finalizzate ad ampliare la conoscenza di sé stessi, da cui la proposta della dottoressa, già preannunciata, di creare un gruppo di lavoro sperimentale più ristretto, su base volontaria, per proseguire il progetto.

Molto interessanti le risposte date dai giovani rispetto alla propria concezione del mondo e della vita: chiamati ad esprimersi sull’idea che il mondo sia “bello e pieno di opportunità” solo il 68,5% ha detto di sì, mentre un 20,4% ha chiaramente detto di no, e la restante parte ha detto di non saperlo affatto. “Ѐ un dato sul quale vale la pena di lavorare” ha spiegato la dottoressa Arancani, “perché può essere spia di una mancanza di fiducia e di coraggio nell’affrontare il futuro”. Infatti, come emerso a seguire, il 70, 4% dei ragazzi pensa che le persone non siano in prevalenza “buone e degne di fiducia” e solo il 5% si schiera a favore della tesi contraria. In compenso il 94,4% crede che sia qualcosa di positivo anche nelle brutte esperienze. “Non è possibile non restare mai delusi” ha spiegato ancora Arancani, “non è sotto il nostro controllo, ma ci sono dei meccanismi da sviluppare dentro di noi per evitare di dare fiducia agli altri solo sulla base di atteggiamenti falsati e manipolatori. Questi sono favoriti dalla conoscenza attraverso dispositivi elettronici, che ci permettono di creare mille personalità diverse che non sono la nostra”. Solo il 68,5 % dei ragazzi afferma infatti di credere nell’amicizia, con un 30% abbondante di no e di non so, solo il 70,4% dice di credere nell’amore, e appena il 50% nella solidarietà. “Ѐ chiaro che questa situazione fotografa un momento storico distopico” ammette Muraca, “che ci interroga e ci mette in crisi come educatori, perché il rischio è che venga a mancare per le nuove generazioni la fiducia nel futuro”.  

Giulia De Sensi

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