Lamezia, seimila visite gratuite e 70 operatori: presentato il bilancio dell’ambulatorio solidale

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Lamezia Terme – Il Salone del Seminario Vescovile ha ospitato una serata ricca di solidarietà per il "𝘉𝘪𝘦𝘯𝘯𝘪𝘰 𝘱𝘪𝘦𝘯𝘰 𝘦 𝘣𝘳𝘪𝘰𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘰𝘭𝘪𝘥𝘢𝘳𝘪𝘦𝘵𝘢̀ 𝘴𝘢𝘯𝘪𝘵𝘢𝘳𝘪𝘢". Un progetto ben organizzato di cura e solidarietà concreta che negli ultimi due anni (dal febbraio 2023 al febbraio2025) ha effettuato circa 6000 visite gratuite per pazienti meno abbienti. Donne, uomini e anche bambini sia italiani che stranieri che, per svariati motivi, non hanno accesso al sistema sanitario nazionale o che non avevano mai avuto una consulenza specialistica.

A moderare attraverso lo storytelling il bilancio sociale dell’Ambulatorio Solidale la project manager Graziella Catozza i presidenti dell’ambulatorio Nicolino Panedigrano e Caterina Firorelli; il direttore sanitario Vincenzo Cimellaro. Presenti anche il vescovo diocesano, mons. Serafino Parisi; il direttore della Caritas lametina, don Fabio Stanizzo; il vicepresidente della giunta regionale Filippo Pietropaolo. I rappresentanti dell’ambulatorio hanno rimarcato il fatto che a portare avanti la struttura sono 32 persone tra medici e infermieri; 22 unità tra personale tecnico, infermieristico e socioassistenzale; e, ancora, 19 operatori dell’accoglienza e tecnico-amministrativi.

“Abbiamo avuto l'occasione di condividere due anni di attività dell'Ambulatorio solidale Prima gli ultimi, dedicato al supporto della salute della nostra comunità”, il Presidente dell’associazione Panedigrano dice entusiasta di comunicare. È stata un'occasione per riflettere insieme sui traguardi raggiunti e sull'importanza della solidarietà sanitaria, che ha visto l’esordio della Solidal Soul Band composta dai volontari della stessa associazione. Momenti di riflessione, impegno e partecipazione hanno arricchito la serata, portando alla luce quanto sia fondamentale il supporto reciproco nella costruzione del bene comune.

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“Mentre la cura interviene sul momento concreto, immediato ed aggredisce la malattia per vincerla, il prendersi cura è l’indicazione della responsabilità di una persona nei confronti di un’altra alla quale, responsabilmente, dice ‘io non guardo soltanto al tuo presente, ma io mi faccio carico del tuo futuro’, stabilendo una fidelizzazione tra il medico ed il paziente che va al di là della somministrazione di un farmaco”. Così il Vescovo, monsignor Serafino Parisi, intervenendo all’iniziativa. Monsignor Parisi, che ha parlato di “attenzione alla persona” invitando a “differenziare tra quella che asetticamente viene chiamata la cura della malattia dal prendersi cura della persona che è l’aspetto più importante”, ha poi ricordato le tappe che hanno portato alla concentrazione dei servizi della Caritas all’interno del complesso interparrocchiale San Benedetto realizzando, di fatto, la “Cittadella della carità” dove si può trovare dalla prima accoglienza mattutina con la colazione e/o la doccia, alla possibilità di poter lavare la biancheria, avere qualche cambio, consumare un pranzo poter essere visitati da specialisti. “Quello che ho detto all’inaugurazione dell’ambulatorio solidale – ha affermato al riguardo monsignor Parisi – è che doveva essere balsamo e pungolo: balsamo perché certamente entra in un settore che esprime grande attesa e soprattutto ci sono persone che sono arrivate per la loro prima visita specialistica; pungolo soprattutto per gli altri medici che volessero partecipare a questa avventura rendendo un servizio agli altri”.

Don Fabio Stanizzo, presidente della Caritas, nel ricordare alcune fasi salienti per la realizzazione della Cittadella della Carità ha ricordato che “dai dati arrivati sia dalla Caritas che dagli assistenti sociali si avvertiva questa esigenza di tipo medico. Il Covid, poi, ci ha visti impegnati nell’effettuazione di tamponi al punto che l’area esterna del complesso interparrocchiale San Benedetto divenne un ambulatorio”. Poi l’incontro con alcuni medici con i quali si è avviato un percorso che ha portato alla realizzazione dell’ambulatorio solidale: “È stato così – ha detto al riguardo don Fabio – che abbiamo pensato di dare i locali che sono sopra la mensa della Caritas per la realizzazione degli studi medici ai quali, grazie anche alla Caritas nazionale, abbiamo donato pure un ecografo. In questi due anni, come abbiamo visto, sono state tante le persone che hanno avuto la possibilità di poter fare la loro prima visita specialistica e ciò rappresenta un dato positivo: riuscire a dare risposte a chi ha bisogno”.

Presente all’incontro anche il vice presidente della Regione, Filippo Pietropaolo, che ha parlato di “una bella iniziativa nata a Lamezia Terme, una città che si è sempre distinta positivamente sul fronte delle politiche sociali. Da cittadino – ha aggiunto - sono arrabbiato come voi perché la politica ha creato questa situazione disastrosa della Sanità in Calabria e stiamo cercando di cambiare le cose, pur tra tanti ostacoli. Abbiamo carenze spaventose sul fronte della medicina territoriale. È lì che voi vi inserite, intervenendo sul fronte della carenza del sistema sanitario, soprattutto a livello territoriale. Grazie da tutti noi per quello che fate perché la vostra disponibilità e la volontà di mettere a disposizione la vostra competenza a favore degli altri è un patrimonio da valorizzare. La Regione – ha concluso - può supportare iniziative di questo tipo”.

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