Lamezia Terme - "Sotto elezioni l’amministrazione Mascaro, bocciato dal centro destra, riscopre i vizi della vecchia politica. Così, in piena campagna elettorale, l’amministrazione Mascaro che, per dieci anni, nulla ha programmato ne ha fatto per la valorizzazione commerciale della città, ha bandito uno strano avviso per la concessione dell’immobile situato in piazza S. Maria Maggiore, per destinarlo a bar-ristoro. Dal tenore dell’avviso si capisce chiaramente che si tratta di un maldestro tentativo di aprire e chiudere, in fretta e furia, un bando che scade il 2 maggio, prima delle elezioni. Ma come si sa la fretta è cattiva consigliera" è quanto si legge in una nota di Gennarino Masi del Pd.
"Leggendo l’avviso - spiega Masi - l’amministrazione dice di agire per attuare un programma di valorizzazione commerciale previsto dall’art. 12 della Legge Regionale nr. 17/99 che prevede i cd. "Progetti di valorizzazione commerciale delle aree urbane”. Ma l’avviso di concessione dell’immobile nulla ha a che fare con la normativa citata che, al contrario, prevede esattamente il contrario di quello che il bando si prefigge. Infatti, la legge prevede che i Comuni possono approvare progetti di valorizzazione commerciale di aree urbane al fine di promuovere il rilancio e la qualificazione dell'assetto commerciale dei centri storici e delle aree di servizio consolidate. Per progetti i Comuni individuano le aree urbane nelle quali sussistono problemi di salvaguardia della rete commerciale tradizionale e di valorizzazione dell'attività commerciale e urbana.
"Il progetto di valorizzazione commerciale, dice la legge, è elaborato d'iniziativa del Comune mediante la concertazione fra i diversi soggetti pubblici e privati interessati ovvero gli operatori del settore Commercio (attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande di cui alla legge n. 287 del 1991, nonché gli esercenti attività di artigianato di servizio e di valori storico e tradizionale) operanti all'interno dell'area individuata dal Comune. Nell'elaborazione del progetto, continua la legge, il Comune esamina le politiche pubbliche riferite all'area, la progettualità privata e l'efficacia degli strumenti normativi e finanziari in atto, al fine del rilancio e della qualificazione dell'area stessa e dell'insieme delle attività economiche in essa presenti.
Il progetto di valorizzazione commerciale poi prevede altre iniziative.
"Il progetto, pertanto - aggunge - presuppone un’attività di programmazione tipica degli organi di indirizzo politico-amministrativo che deve avvenire dopo un’attività di ascolto e concertazione. Invece, l’amministrazione Mascaro, in assenza di opposizione, invece di rendere partecipi gli operatori commerciali del progetto di valorizzazione dell’area, colloca, nella piazza realizzata con risorse pubbliche, un locale bar che avrà a disposizione tutta l’area e che non ha l’obiettivo di valorizzare il contesto ma di creare una forma di concorrenza sleale ai danni degli operatori già insistenti sulla zona. Anche perchè, per come realizzato, nutro dubbi che la destinazione d’uso di un “gabbiotto” possa avere i requisiti per l’esercizio di attività commerciali, tanto che nell’avviso nulla si dice a proposito. In pratica, il bando non si inserisce in una complessiva attività di valorizzazione della zona, con la partecipazione degli operatori, ma ha il solo fine di scegliere, in fretta, un concessionario, prima delle elezioni. E se proprio si scende nei dettagli del bando ci si accorge che i criteri di selezioni sono così generici ed evanescenti da far nascere tanti dubbi. Pertanto, se è vero che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina, mi aspetto che l’amministrazione Mascaro ritiri il bando".
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