Calcio: Vigor, tutto pronto per la trasferta ad Aversa

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Lamezia Terme - Un 4-1, quello rifilato all’Aprilia, che al D’Ippolito mancava da quasi ventuno mesi. Per la precisione dal 12 febbraio 2012, quando  con identico punteggio si liquidò la pratica Vibonese. Miglior inizio non poteva esserci, dunque, per la conduzione tecnica di Raffaele Novelli. Fabio Scarsella, ovvero l’autore del gol all’Arzanese non bastato a salvare la panchina di Massimo Costantino, sa tuttavia benissimo come il difficile venga adesso. “Adesso dobbiamo dare continuità ai nostri risultati perché quello di quest’anno è un campionato davvero difficile. E’ vero che domenica abbiamo fatto una grande partita, ma qualora non faremo altrettanto sabato, sarà servito a poco e si dirà che siamo ricaduti nei vecchi errori. Certo, se poi dovessimo riuscire a coniugare risultati e bel gioco, sarà ancora meglio. Il mister gradisce che s’inizi ad impostare il gioco già dalle retrovie coi difensori, arrivando in porta con maggior fraseggio. Stiamo cercando di applicarci al meglio, così come facevamo anche prima col precedente allenatore. Poi si sa che a volte determinate giocate escono meglio, altre meno bene. L’impegno, però, è sempre lo stesso da parte nostra”.

Con l’arrivo di Novelli, il possente mediano ha visto cambiare la propria posizione in campo. “Prima giocavamo a due e quindi stavo più vicino alla linea difensiva, mentre adesso col centrocampo a tre, agisco meno distante dalla porta avversaria con Romano maggiormente schiacciato davanti la difesa.  Col 4-3-1-2 mi tocca coprire l’intera zona laterale. Devo stare più alto e ripartire non appena  ne ho la possibilità”.

Se scossa c’è stata, per l’ex centrocampista di Melfi e Martina Franca questa si è manifestata soprattutto sotto l’aspetto nervoso. “Soprattutto in casa eravamo reduci da un periodo poco felice, con appena un punto raccolto nelle ultime tre sfide interne. Un bottino troppo striminzito se paragonato all’ottimo avvio. Si era quindi obbligati ad un immediato riscatto. Anche perché stava iniziando a serpeggiare un po’ di scetticismo e pessimismo al nostro interno, nonostante fossimo pur sempre quarti in classifica. Cosa ha portato nel gruppo l’arrivo del nuovo mister? Sicuramente tanta esperienza e serenità. Fermo restando che c’è comunque stata una reazione nervosa della squadra. Contro l’Arzanese, che praticava un gioco parecchio ostruzionistico, eravamo partiti un po’ contratti complice pure il gol preso dopo 10’.  Ci siamo quindi innervositi e per l’intero primo tempo non siamo più riusciti a cavare il classico ragno dal buco. Domenica, invece, magari per tutta una serie di motivi, abbiamo iniziato col piglio giusto sbloccando e raddoppiando già prima del riposo. E poi, quando vinci la fatica si sente di meno”.

A chi gli chiede se l’esonero di Costantino abbia potuto contribuire a responsabilizzare maggiormente il gruppo, Scarsella risponde così.  “Lo eravamo anche prima. Magari quest’avvicendamento tecnico ci avrà responsabilizzato un tantino di più nell’immediato visto ch’era la seconda gara interna di fila dopo il pareggio della domenica precedente. Eravamo chiamati ad una reazione d’orgoglio”.

Allo stadio “Augusto Bisceglia”  di Aversa bisognerà tirar fuori gli artigli. “Sicuramente, anche perché l’Aversa  Normanna ha soltanto tre punti meno di noi e quindi dobbiamo quantomeno lasciarcela dietro. Incontreremo la classica squadra di categoria. Una formazione scorbutica e che – conclude Fabio Scarsella - farà della cattiveria agonistica la sua arma principale”.

Da Di Cello a Voltasio dopo 38 anni

Era la nona giornata dell’allora torneo di Promozione Regionale 1975-76 quando il diciassettenne Giovanni Di Cello, alla sua prima stagione in biancoverde, con un suo gol nei primissimi minuti di gioco permetteva all’A.S. Nicastro (che da li a qualche anno avrebbe cambiato denominazione, diventando Vigor Lamezia) di violare il campo di Castrovillari e portare a casa due punti pesanti. Chi l’avrebbe immaginato che sarebbero occorsi quasi quarant’anni per rivedere un altro diciassettenne segnare, in campionato, con la casacca della principale realtà calcistica lametina. Abbiamo girato la domanda allo stesso Giovanni Di Cello, oggi direttore generale della Raffaele Nicastro, club militante nel girone C di Prima Categoria. “Sinceramente – ci risponde – sono rimasto io stesso sorpreso, dato che non pensavo di aver detenuto per così tanto tempo questa sorta di primato. Quest’anno non ho ancora avuto modo di vedere la Vigor dal vivo, ma di Voltasio me ne han parlato bene in tanti. Rispetto al sottoscritto, lui ha il vantaggio di ritrovarsi già tra i professionisti. Parte da una prospettiva decisamente migliore, dunque, anche come qualità dei terreni di gioco.  Anche l’avvento del nuovo allenatore, visto che inevitabilmente si resetta e si riparte tutti dallo stesso piano, potrebbe giovargli. Del resto questa stagione può davvero rappresentare una sorta di trampolino di lancio in prospettiva dell’ormai prossima Lega Pro unica”.

Giovanni-Di-Cello-attuale-dg-Nicastro.jpgGiovanni Di Cello attuale dg del Nicastro

Di Cello dispensa pillole di saggezza al centrocampista di Acquappesa. “Innanzitutto gli auguro di avere molta più fortuna di quanto ne abbia avuta io. Per il resto, ciò che posso dirgli dall’alto della mia esperienza è di continuare a giocare con questa umiltà, professionalità e spirito di sacrificio, senza sentirsi mai arrivato o montarsi la testa. Anche perché nel calcio determinati treni passano una volta sola. Chi si ferma, o rallenta, non torna più ai livelli precedenti”.

Con l’attuale diggi del Nicastro facciamo un veloce salto a quella partita di quasi quarant’anni fa che lo vide segnare il suo primo centro in campionato con la maglia della principale realtà calcistica lametina. “Giocammo al vecchio campo di Castrovillari. Mi sembra di ricordare che segnai piazzando la palla dopo essermi presentato a tu per tu col portiere. Ero al primo anno con la prima squadra, allora composta interamente da calciatori locali ed allenata da Antonio Carlei, e fui convocato pure nella rappresentativa di categoria,  andando a giocare persino a Trieste. L’anno prima ero rimasto fermo a causa di un problema di tesseramento con la Marcozzi. Mi avevano fatto firmare un cartellino fasullo, al che mio padre si arrabbiò tantissimo. Ricordo anche che in quel periodo dovevo andare alla Morrone. Invece finì per restare un’intera stagione senza giocare.  Tornando a quel campionato 75-76, ricordo che segnai qualche altro gol nelle successive giornate, ad esempio a Rende. L’anno seguente sarebbe poi arrivato Alberto Spelta nelle vesti di allenatore-giocatore”.

Due parole Giovanni Di Cello intende spenderle anche nei riguardi dell’altro ragazzo riuscito, al pari di Voltasio, a far gol, ancora minorenne, con la maglia della Vigor Lamezia. Quel Duilio Palmieri attualmente in forza proprio nel Nicastro, in Prima Categoria.  “Ragazzo sfortunatissimo essendo solo un ’91.  Purtroppo fisicamente non è strutturato  benissimo, tant’è che ha sempre sofferto di guai fisici. Peccato perché tecnicamente avrebbe avuto i mezzi per fare carriera;  tuttora, infatti, quando sta bene fa la differenza”.

Domani ad Aversa

 Terza trasferta stagionale in Campania per i biancoverdi,  domani (sabato 16 novembre) di scena all’Augusto Bisceglia di Aversa. Particolare curioso, e si spera beneaugurante, dopo il 4-1 rifilato all’Aprilia, è che proprio ad Aversa, prima di domenica scorsa, la Vigor Lamezia aveva segnato per l’ultima volta quattro gol in una sola partita di campionato. Era il 18 marzo 2012 quando Gattari, Mancosu, Giuffrida e Cane firmavano il rotondo 0-4 dell’undici lametino.  Tra l’altro, in quella domenica di quasi venti mesi fa, tra le fila campane a giocare l’intera partita col numero undici sulle spalle fu quel Domenico Zampaglione  che invece stavolta vestirà la casacca di una Vigor chiamata a proseguire sulla buona scia esterna (due affermazioni, tre pari e nessuna sconfitta) lasciata in eredità dalla gestione Costantino. “L’Aversa – osserva mister Novelli - è una buona squadra in tutti i reparti e può quindi legittimamente ambire alle prime otto posizioni. Oltre ad una buona linea difensiva, possiede due mediani importanti, mentre in avanti ha elementi  del calibro di Orlando, Galizia, Di Vicino e Vicentin.  Pur nutrendo rispetto per tutti, è però ovvio che noi dobbiamo fare la nostra partita”.

Come ormai consuetudine di ogni trasferta, sono giusto diciotto gli elementi portati in Campania dall’ex allenatore di Foggia e Salernitana. A casa, tra gli altri, sono rimasti gl’infortunati Carbonaro, Padulano, Mangiapane e Rossini, nonché lo squalificato D’Amico. Prima presenza in panchina per il giovane Pirelli, preferito a Torcasio.

A meno di clamorosi ripensamenti dell’ultim’ora, i quali, però, a quel punto obbligherebbero a rivoluzionare l’assetto tattico, al Bisceglia il diciassettenne Pietro Voltasio, autore, domenica scorsa, del definitivo 4-1, farà il suo esordio da titolare dopo i tre spezzoni di match giocati con Tuttocuoio, Arzanese e, appunto, Aprilia. Un esordio dal primo minuto reso peraltro  necessario dall’indisponibilità dei vari Carbonaro, Mangiapane, Padulano e D’Amico;  tutte pedine in grado di giocare alle spalle del tandem d’attacco nel 4-3-1-2 caro a Raffaele Novelli. “Sono assolutamente del parere che se un ragazzo ha delle qualità, bisogna farlo giocare a prescindere dall’età. Solo così potrà fare esperienza e maturare. Se sta sempre in panchina o in tribuna, l’esperienza la fa solo con gli occhi. Per quel che ho avuto modo di vedere, Voltasio è ragazzo attento e voglioso, nonché dotato di equilibrio.  Ovviamente stiamo parlando di un elemento che  ancora deve lavorare  e maturare molto, considerato che fino a pochi mesi fa giocava nella Berretti. Sono però convinto possa crescere tantissimo a patto che non gli si metta eccessiva pressione e non lo si consideri alla stregua del salvatore della patria, perché non lo è. Piuttosto, la squadra deve sentirsi responsabilizzata in tutti i suoi elementi”.

Ferdinando Gaetano

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