In Calabria preoccupazione per eccellenze agroalimentari dopo dazi Trump, Catanzaro provincia più a rischio

vino-olio_e90be_9ac4d.jpg

Catanzaro - E' la provincia di Catanzaro - con il 42% di export tra ortofrutta fresca e lavorata, marmellate e conserve di pomodoro spedito negli states nel 2024 - una delle sette province italiane considerate a più alto rischio in valori percentuali per esposizione ai dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A metterlo in evidenza è un'elaborazione dell'ufficio studi della Cia Agricoltori Italiani su dati Istat. L'export complessivo dalla Calabria verso gli Usa lo scorso anno, infatti, è stato pari a 40 milioni 34 mila euro (a fronte di un volume totale di prodotti agroalimentari esportati fuori regione di 438 milioni 534 mila euro). 

La quota di incidenza percentuale delle esportazioni regionali dirette negli Stati Uniti è del 9% rispetto al totale dell'export delle regioni italiane oltreoceano quantificato nell'1% di quello totale nazionale. Per quanto riguarda le altre province calabresi tra le più penalizzate in termini percentuali potrebbero essere quelle di Crotone il cui export verso gli Usa è di 5 milioni 145 mila euro (16% del totale provinciale) e Vibo Valentia con 3 milioni 521 mila euro (13%). Consistenti anche le ripercussioni per le province di Cosenza con 8 milioni 344 mila euro (7%) e Reggio Calabria 14 milioni 754 mila euro (6%). I dazi imposti dal presidente statunitense Donald Trump andranno a incidere inevitabilmente anche sull'economia calabrese, che dal 2021 allo scorso anno ha visto una crescita dell'export, specie nel settore agroalimentare. La Calabria, infatti, si è distinta come una delle regioni più dinamiche del Paese, registrando un incremento del 9,4% rispetto all'anno precedente.

"I dazi preoccupano perché arrestano un andamento positivo della nostra economia - ha spiegato il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara - ma non bisogna farsi scoraggiare perché oltre a misure sovranazionali, bisogna incominciare a guardare anche ad altri mercati. Noi già dal 2020 abbiamo iniziato a tessere rapporti importanti con il Sud-Est asiatico e con il Medioriente che rappresentano l'altra faccia del mondo e apprezzano i nostri prodotti. Quindi, abbiamo avviato un'intensa azione diplomatica e credo che sia necessario intensificare quest'azione con il supporto anche dell'amministrazione regionale". Più critico il presidente di Unioncamere Calabria Pietro Falbo. "Credo che il governo stia sottovalutando il problema - ha detto - qui rischiamo di chiudere le poche aziende che ancora resistono".

Preoccupazione per il futuro economico calabrese l'ha espressa anche il presidente di Confcommercio Calabria Klaus Algieri. "L'introduzione dei dazi americani ha spiegato - rappresenta una seria minaccia per l'economia calabrese, soprattutto per le nostre eccellenze agroalimentari, che trovano negli Stati Uniti un mercato strategico. Settori come quello vitivinicolo, l'olio d'oliva e le produzioni casearie potrebbero subire un calo delle esportazioni, con ripercussioni dirette sulle imprese e sull'occupazione. Esportare in nazioni come gli Usa era già di suo complesso a causa delle rigide regole da seguire, con l'applicazione dei dazi la situazione diventa difficilmente gestibile".

"Per evitare le possibili perdite economiche - ha proseguito Algieri - è necessario un intervento deciso su più fronti. Da un lato, il governo italiano e l'Unione europea devono attivarsi con azioni diplomatiche per rinegoziare le condizioni commerciali con gli Usa. Dall'altro, le imprese calabresi devono essere supportate nell'individuare nuovi mercati di sbocco e nel rafforzare la loro competitività attraverso innovazione, digitalizzazione e strategie di internazionalizzazione più avanzate. Confcommercio Calabria è pronta a sostenere le aziende con strumenti di formazione, assistenza tecnica e accesso a reti di export alternative. È fondamentale fare squadra per proteggere il nostro tessuto economico e garantire la crescita sostenibile del territorio".

© RIPRODUZIONE RISERVATA