Una sensazione di straniamento

Scritto da  Pubblicato in Francesco Bevilacqua
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Quando cammino in montagna (la montagna mediterranea, quella di cui Fernand Braudel dice che è il luogo di elezione per la conservazione della memoria), a lungo, per boschi, valli, crinali, è come se mi sperdessi. Per ritrovare, alla fine, me stesso. E quando il giorno appresso giro per le strade della città, vado per uffici, in abito e cravatta, provo una sensazione di straniamento. Come se quello non fossi io. Come se fossi una comparsa che partecipa ad una fiction. E mi guardo intorno con curiosità, come girassi per uno zoo pieno di strani, esotici animali. O su un set, affollato di attori abbigliati con i costumi di scena, che ripassano senza posa i loro copioni. Poi, col passare dei giorni, la sensazione si attenua e prende il sopravvento la realtà. Che dico la realtà? Prende il sopravvento la finzione, che vorrebbe accreditare una realtà solo virtuale. Sino a che, per fortuna, non arriva un altro giorno, che mi concede il privilegio di sperdermi ancora. Per ritrovare di nuovo me stesso.

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