L'uomo che non somiglia Dio

Scritto da  Pubblicato in Francesco Bevilacqua
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francesco_bevilacqua.jpgDevo abituarmi ai ricordi. Farli rifluire in me. Come un'onda di tepore rassicurante. "Confesso che ho vissuto", direi, se fossi Pablo Neruda (dal titolo della sua bellissima autobiografia). Sono colpevole d'aver speso senza risparmio la mia vita. Ho fatto tanto che ora posso anche arrendermi, se questo è il mio fato. I ricordi animano questi giorni di lontananza forzata dai monti, dai luoghi, dalle creature delle selve, delle rocce, dell'aria e delle acque. Mi costa - ormai da tempo - questa assenza. Ma mi consolo. Perché in fondo, tutta la vita è un susseguirsi di assenze, di sottrazioni. Viviamo spendendo pian piano noi stessi ma non accorgendoci che l'energia si dissipa. Unici, tra gli animali, dicono i filosofi, ad essere consapevoli di dover morire. Ma chi può dire cosa pensano gli animali, chi può pensare con le loro menti? E allora, in questi giorni di ansia, di lavoro, di speranza, ricordo questa magnifica giornata in Sila verso Pietra dell'Altare con una nevicata fiabesca.

E mi domando - anche a proposito di animali ma non solo - se tutto ciò che non è umano non abbia anche un'anima, contrariamente a quanto dice la versione catechistica della nostra religione. Animismo (esseri spirituali animano la natura), ilozoismo (la materia è una forza dinamica vivente che ha in sé animazione, movimento e sensibilità), panpsichismo (l'intera realtà è animata): sono le tre filosofie che accompagnano la lunga avventura dell'anima mundi e delle sue derivazioni sui luoghi, gli esseri, le cose.

Credo che tanta bellezza non possa essere senz'anima. E che se tutto vive, e se ciò che vive è nel tutto, è proprio perché tutto ha un'anima. Alba, luce, pietra, lupo, malva, faggio, nube, ombra, tramonto che sia. Io sto in questo magma infuocato come una formica in un immenso bosco. E non credo di essere stato creato ad immagine e somiglianza di Dio, che se c'è è tanto più grande di me. E non credo di avere avuto il mandato di dominare il creato, che c'è ed è immenso. Se così ragiono, se così credo, tutto mi è congenere. Anche questa soffice neve che, per qualche tempo, scende, come un miracolo siderale, a coprire le infinite nefandezze dell'uomo che vuol somigliare a Dio.

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