Lamezia Terme - L’anno scolastico sta ormai per iniziare, ma un ragazzo portatore di handicap che frequenta il liceo a Decollatura, così come tanti altri studenti come lui sparsi per tutta Calabria, non sa ancora se potrà raggiungere il suo istituto. “I ragazzi disabili - racconta infatti il padre Antonio a il Lametino.it - hanno diritto, in base alla legge 104, all’accompagnamento speciale a scuola con mezzi pubblici o privati, ma quest’anno non abbiamo ancora ricevuto risposte in merito né dalla Provincia né dalla Regione”.
La legge 104/92, punto di riferimento in materia, riprendendo quanto disposto dall’articolo 28 della legge 118/71 sul diritto ai disabili di frequentare la scuola dell’obbligo e i corsi di formazione finanziati dallo stato, garantisce infatti il trasporto obbligatorio e gratuito dalla propria abitazione alla sede della scuola e viceversa. E il figlio del signor Antonio è affetto da un grave handicap che non gli permette di raggiungere il liceo attraverso i mezzi pubblici come tutti gli altri compagni, ma ne necessita di uno privato che lo accompagni da Motta Santa Lucia, dove risiede, a Decollatura dove invece frequenta la scuola.
“Come ogni anno – fa presente il genitore - mi trovo a dover lottare per ottenere il diritto allo studio e all’integrazione scolastica che mio figlio dovrebbe avere. Mentre gli altri anni con enormi difficolta sono riuscito ad ottenere ciò che per legge gli spetta, quest’anno invece mi sono trovato davanti a un muro di gomma insormontabile”.
In passato infatti, i fondi venivano destinati alle Province, che gestivano e garantivano il servizio affidandolo ai vari Comuni come intermediari e attivando anche le cooperative sociali per il trasporto degli alunni portatori di handicap. “Ma quest’anno, con la riorganizzazione delle Province e con la legge di stabilità art1 comma 947 che ne trasferisce la competenza alle Regioni – lamenta ancora il signor Antonio – non abbiamo ancora ricevuto risposte in merito. Mio figlio e tanti altri ragazzi disabili si troveranno con il diritto allo studio negato”.
Ed è dal mese di Maggio infatti, prima ancora che la scuola si avviasse alla conclusione, che il genitore, come ogni anno, ha iniziato l’iter affinchè fosse rinnovato il servizio, ossia la richiesta scritta alla scuola del ragazzo, il passaggio al Comune e poi all’Ente competente. Da lì sono seguite mail e telefonate senza risposte concrete, ma solo il rimpallo dalla Regione, che ha affermato il servizio fosse nuovamente di competenza della Provincia, alla Provincia stessa, che ha invece richiesto in merito alla Regione un atto formale che ancora non è arrivato.
“Mi sono anche domandato se fossero stati davvero stanziati i fondi da Roma – ha precisato – e dopo diversi colloqui avuti con un dirigente molto disponibile che lì è a capo del dipartimento affari regionali – ho avuto conferma che il consiglio dei Ministri, a fine mese, ha approvato il riparto finanziario per tutta Italia”. Dalla Calabria però, solo scaricabarile. Il signor Antonio non ha ricevuto ancora rassicurazioni sull’attivazione del servizio, ogni giorno inserisce un reclamo all’Urp senza risultati e chiede al più presto risposte dal presidente della Provincia o dal governatore Oliverio. “Alla situazione attuale, con la scuola ormai alle porte, devo al più presto sapere se il servizio verrà svolto e chi se ne occuperà, non vorrei trovarmi nella condizione estrema di dovermi rivolgere alla Procura della Repubblica”.
Alessandra Renda
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