Milano - L’artista Luca Valotta partecipa alla mostra finale del premio Arte Mondadori, dell’omonima rivista Arte, Cairo Editore, al Palazzo Reale, Milano. L’esposizione avrà come primo step la consegna dei Diplomi di merito nella stessa location nella mattinata di lunedì 15 Ottobre, alla presenza degli addetti ai lavori, per dare inizio martedì 16 all’apertura al pubblico della mostra che durerà sino a giorno 21 Ottobre. L’artista oltre ad essere stato già pubblicato sulla rivista Arte Mondadori sarà anche presente nel catalogo dell’Arte Moderna 2018 edito Giorgio Mondadori. L’opera selezionata dal titolo “Crazy-Wonderland” (olio su tela) descrive il paradosso di come un giocattolo, in età infantile, può diventare un rifugio, un confidente al quale raccontare le proprie emozioni, in un mondo fatto di disattenzioni, dove le prime vittime sono proprio i bambini.
Vuole anche raccontare, è spiegato in una nota "una delle tante storie nascoste, o distrattamente dimenticate, dove la vivacità, l’introversione di un bambino, nascondono disagi personali che alla lunga possono sfociare in drammi individuali o in patologie, come succedeva qualche decennio fa a molti bambini vivaci o ribelli, che non venivano capiti dai propri genitori disattenti, o da chi gli orbitava attorno, tanto da essere dichiarati malati, insani di mente e chiusi all’interno di istituti di igiene mentale, allora denominati “Manicomi”. Infatti il giocattolo é un cagnolino robot, all’interno di un luogo asfissiante, piccolo e decadente, dove le dimensioni dello stesso appaiono sproporzionate, ingigantite, proprio come accadeva ad Alice, nel romanzo di Lewis Carroll pubblicato nel 1865, dove lo stesso personaggio protagonista si ritrova piccola in spazi ciclopici, e ciclopica in spazi ristretti, fenomeno che si è riscontrato anche in sintomi riconducibile alla patologia che porta proprio il nome Sindrome di Alice nel paese delle Meraviglie (sigla in inglese AIWS), scoperto dallo Psichiatra Inglese John Todd, che nel 1955 descrive questo disturbo neurologico che colpisce la vista in particolare durante l’infanzia. Il luogo rappresentato è un luogo reale, cioè una delle camerate nel complesso monumentale dell’ospedale psichiatrico di Girifalco, oramai dismesse e abbandonate dopo l’emanazione della legge Basaglia. Il Cagnolino robot vuole essere quasi un feticcio, entrato con uno di quei tanti bambini che con l’inganno venivano depositati in quel luogo, che però ai loro occhi, forse, veniva rappresentato come un paese delle meraviglie, che li avrebbe portati alla guarigione, ma dal quale nella maggior parte dei casi non sarebbero più usciti per mani di personaggi ambigui e stolti. Quest’opera dunque porta i segni di uno dei più grandi romanzi di fantasia della letteratura internazionale, nel quale si racchiude una moltitudine di significati che indagano sugli aspetti psicologici infantili. Infatti il titolo “Crazy-Wonderland” unisce in un cortocircuito di significati le due parole chiave, Crazy (folle) e Wonderland (paese delle meraviglie).
L’artista in questo caso inserisce un altro simbolo, una figura stilizzata del coniglio dai cromatismi acidi che diventa una sorta di lente inducendo lo spettatore all'attenzione con una suggestione visiva che lo porta a considerare particolari apparentemente insignificanti, come dovrebbe accadere nella vita reale, nel superare gli ostacoli delle semplici apparenze nella considerazione superficiale di cose e persone. Questo tema fa parte di una ricerca tra scienza e arte visiva che l’artista ha percorso negli ultimi anni e che ha costituito la realizzazione di alcune opere che spaziano in diverse discipline, dalla fotografia, alla videoarte , all'installazione e alla pittura. Con la pittura infatti tra il 2016/2017 l’artista lametino ha anche vinto il premio speciale al Premio Marchionni, con l’opera “Il Mare dentro” (luogo Interiore), al MAGGMA ( Museo della Grafica Internazionale) di Villacidro, Cagliari, che lo porta ad esporre in sedi come il Museo Ca’ Della Ghironda di Bologna, Archivio Lazzaro di Milano e al Collegio Raffaello di Urbino".
© RIPRODUZIONE RISERVATA