
Lamezia Terme - Sulla questione della creazione o meno del marchio Doc Calabria, chiesta a gran voce da Confagricoltura ma che non trova risocntro dalla Coldiretti, pubblichiamo la nota in merito, delle Cantine Lento, che hanno sede proprio a Lamezia terme. “In merito alla proposta avanzata da Confagricoltura sulla creazione di una unica Doc Calabria, - scrivono - ci corre l’obbligo prendere una posizione aziendale, che è vicina alle affermazioni del presidente di Coldiretti, Pietro Molinaro”.
“Precisiamo - aggiungono - di non trovarci assolutamente in linea con l’idea di creare una unica Doc regionale e anzi sentiamo forte l’esigenza di difendere il territorio della Doc Lamezia, della quale siamo stati fondatori nel 1979, fautori nel 1995 dell’ampliamento dalla sola tipologia di vino rosso anche a bianco, rosato, Greco, Riserva e Novello e oggi siamo convinti sostenitori. Così come consideriamo importante la tutela di tutte le altre Denominazioni calabresi, al di là del numero di bottiglie che possono essere prodotte”. “Per di più è noto e risaputo - precisano - che la Calabria può vantare un patrimonio enologico, una ricchezza varietale e una biodiversità, unici in Italia, di cui essere orgogliosi difensori, come testimoniano i numerosi studi e ricerche. Patrimonio che le aree Doc presenti in Calabria hanno il compito di preservare e difendere anche contro l’omologazione delle varietà e dei gusti imposti dal mercato internazionale negli scorsi anni”.
“Ne sono la dimostrazione i nostri vini, - proseguono - gli unici Doc Greco e Doc Lamezia Riserva prodotti nell’area, e la nostra coerente storia aziendale che ha permesso a Salvatore Lento di essere l’unico esponente ad intervenire all’Italian Wine Week 2016 a New York in rappresentanza della Calabria”.
“In linea con quanto sopra esposto, - aggiungono - la nostra attenzione è sempre stata rivolta al territorio nella sua accezione più completa cioè alla scelta dei terreni più vocati, dei suoli più sani, dell’esposizione favorevole per i vigneti, delle varietà più rappresentative”.
“Pertanto, - concludono - non ritenendo sensata tale proposta, crediamo che la vera forza della Calabria sia quella di esprimere le peculiarità che ogni area produttiva rappresenta come espressioni uniche e non facilmente riproducibili né omologabili. Certi anche del sostegno degli strumenti che la Regione Calabria sta mettendo in campo a favore di questo settore”.
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