Catanzaro - Si è conclusa oggi, nella sede della Cittadella regionale, la VII edizione dell’Ecoforum regionale, un appuntamento ormai consolidato promosso da Legambiente Calabria e Comuni Ricicloni Calabria, in collaborazione con CONAI, UNIRIMA e altri partner strategici. L’evento ha rappresentato un'importante occasione di confronto tra istituzioni, esperti del settore, aziende impegnate nella gestione dei rifiuti e amministratori locali, con l’obiettivo di analizzare lo stato della raccolta differenziata nella regione, attraverso i nuovi dati del Dossier Comuni Ricicloni di Legambiente, e tracciare un percorso concreto verso un modello di economia circolare più efficiente e sostenibile.
In apertura dei lavori, la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, ha voluto esprimere il proprio cordoglio al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per il recente e tragico accadimento che ha colpito la sua famiglia. La Regione è stata rappresentata all’evento dall’Assessore all’Ambiente Giovanni Calabrese e dal Dirigente Salvatore Siviglia. Presenti, inoltre, Vincenzo De Matteis, dirigente Area Servizio di gestione rifiuti urbani di Arrical; Michelangelo Iannone Direttore generale Arpacal, Luca Piatto per Conai e Francesco Sicilia per Unirima.
L’appello di Legambiente: impianti e politiche più ambiziose
“La Calabria necessita di una svolta netta. – ha dichiarato Parretta - A livello nazionale il nostro Paese è leader europeo nel riciclo considerando sia i rifiuti urbani che speciali. In Calabria servono impianti moderni per il trattamento e il riciclo dei rifiuti, infrastrutture efficienti e politiche più incisive per colmare il gap con il resto d’Italia.” Durante l’evento, si è discusso anche della necessità di velocizzare gli investimenti previsti dal PNRR per la realizzazione di nuovi impianti e per lo sviluppo dell’economia circolare con un focus, oggetto degli interventi della Regione e di Arrical, sulle opere ed attività in corso in Calabria per il miglioramento del ciclo di gestione dei rifiuti.
Parallelamente, è stato ribadito quanto sia essenziale lavorare sulla riduzione dei rifiuti alla fonte, incentivare il riuso e promuovere una cultura del riciclo che veda la partecipazione attiva dei cittadini. Le amministrazioni locali, insieme alle forze dell’ordine e alla magistratura, devono intensificare la lotta alle discariche abusive, che continuano a deturpare il territorio calabrese. In questo contesto, la transizione ecologica rappresenta anche una grande opportunità per il mondo del lavoro. Secondo il rapporto GreenItaly 2024, i nuovi contratti attivati nelle filiere dell’economia verde in Italia nel 2023 sono stati quasi 2 milioni, pari al 34,8% del totale. La Calabria, pur segnando una crescita, emblematica delle potenzialità del settore, resta nelle ultime posizioni con un tasso dell’11,4% ed oltre 61.000 occupati.
I dati del Dossier Comuni ricicloni Calabria
Uno dei momenti centrali dell’evento è stata la presentazione del dossier "Comuni Ricicloni Calabria" alla presenza di Laura Brambilla, responsabile nazionale di “Comuni Ricicloni” e di Emilio Bianco, coordinatore EcoForum regionali di Legambiente. Il dossier ha evidenziato una crescita lenta della raccolta differenziata nella regione: tra il 2022 e il 2023 si è registrato, in base ai dati Ispra, un incremento dello 0,2%, passando dal 54,6% al 54,8%. Mentre alcuni comuni virtuosi, come Soveria Simeri, Gimigliano e Sellia in provincia di Catanzaro, hanno raggiunto percentuali vicine al 90%, Casali del Manco, Carolei e Frascineto in provincia di Cosenza hanno sfiorato l’85%, e Mongiana e Dasà, in provincia di Vibo Valentia hanno superato il 75%, molte altre realtà segnano percentuali di raccolta differenziata estremamente bassi. Un dato particolarmente critico riguarda le città capoluogo di provincia: Crotone registra solo il 27% di raccolta differenziata, Reggio Calabria il 40,3%, mentre il capoluogo più virtuoso si conferma Vibo Valentia con il 69,6% seguito da Catanzaro con il 69,4%. Quanto all’area lametina i centri più piccoli sono i più virtuosi come Curinga, Jacurso, San Mango d’Aquino, Cortale e San Pietro a Maida. La città di Lamezia Terme, invece, per i dati 2023 rientra i Comuni non ricicloni.
La Calabria, nel contesto nazionale, rimane la regione con il tasso più basso di raccolta differenziata, ben distante dagli obiettivi di riciclaggio imposti dall’Unione Europea per il 2025, che prevedono il 55% per i rifiuti domestici e il 65% per gli imballaggi. “Persiste una situazione territoriale molto diversificata – ha spiegato Parretta – poiché abbiamo da un lato realtà locali con risultati eccellenti e dall’altro, tanti, troppi comuni calabresi, su un totale di 404, che non raggiungono neppure la fatidica soglia del 65% di raccolta differenziata stabilita come obiettivo europeo ormai nel lontano anno 2012”. Legambiente ha premiato le Amministrazioni virtuose, i cosidetti “Comuni rifiuti free” che oltre all’alta percentuale di raccolta differenziata, hanno raggiunto anche una produzione annuale di secco residuo inferiore a 75 kg pro- capite.
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Italia leader nel riciclo, ma Calabria indietro
“L’Italia, a livello internazionale, è sicuramente tra i campioni dell’economia circolare – dichiara Emilio Bianco, Coordinatore degli EcoForum regionali di Legambiente – abbiamo raggiunto con anticipo molti dei target previsti dalla normativa comunitaria mentre su altri, come la plastica, stiamo crescendo. Purtroppo, come spesso accade, il nostro Paese va a due velocità, e non si parla necessariamente del binomio Nord-Sud perché esperienze virtuose se ne trovano a tutte le latitudini; tuttavia, nel 2023, anche se con un lieve aumento, la Calabria rimane ancora nella parte bassa della classifica tra le Regioni italiane per tasso di raccolta differenziata”.
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