Uomini… crimini alla De Sade

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri
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maria_arcieri.jpgQuando si leggono le notizie di cronaca nera che vedono le donne torturate dai mariti fidanzati o compagni, viene da pensare ai testi del Marchese de Sade. Il suo nome era Donatien Alphonse François de Sade. Era cresciuto in una famiglia benestante, nacque Parigi nel 1740, filosofo e scrittore. Scrisse le 120 giornate di Sodoma, I crimini dell’amore e Aline e Valcour. Era considerato al suo tempo, un pazzo che scriveva in modo macabro; quando cominciò a pubblicare fu considerato uno scrittore maledetto e le sue opere furono fatte sparire per anni. Cosa lo accomuna agli uomini che abbiamo visto protagonisti/colpevoli di reati sulle donne sulle prime pagine dei giornali?

Il Marchese di Sade era un uomo erudito ed ebbe un’educazione privilegiata e sosteneva che il pudore è una chimera, risultato unico delle tradizioni e dell’educazione. Passò la maggior parte della sua vita in prigione, con l’accusa di abuso e torture di giovani donne. E’ sempre stato associato alla perversione, come le persone oggi accusate di aver molestato, violentato abusato delle donne sembrano uscire da un testo del Marchese De Sade. Era un ateo e un libertino. Il suo credo filosofico era basato sulla subordinazione dell'uomo ai suoi istinti, vedi le notizie su alcuni produttori, attori e registi del cinema. E, gli scenari descritti nei suoi libri fanno paura pure a Freddy Krueger. La parte finale della sua vita dovrebbe far riflettere. Morì in un manicomio. Non è meglio allora leggere il “Don Chisciotte”?

 

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