Nuoce alla sensibilità

Scritto da  Pubblicato in Maria Arcieri
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maria_arcieri.jpgViolenza, stupro, abusare, molestare. Sono tutti termini che rendono l’idea di quello che una persona possa subire. Cosa rende necessario raccontare dettagliatamente i più piccoli particolari di fatti così crudeli? Rende giustizia? Fa rivivere la sofferenza a chi lo legge? Aumenta la pena in caso di condanna? E’ solo un tipo di giornalismo che fa aumentare il numero di copie e di cliccate. Ma l’informazione dov’è? E’ un modello morboso che soddisfa il lettore curioso. Lui viene a conoscenza delle crudeltà che la persona ha dovuto subire. E a cosa serve? Per poterlo raccontare in giro? Non è informazione. Non è cultura. Come non lo è il caso del produttore americano che molestava le star e starlette.

A cosa serve? A dare spunto a qualche uomo di potere per poterlo imitare? Eppure sono le “cose” (notizie mi sembra inappropriato usarlo,) che molte  persone,civili e non, leggono. Posso capire i giornalisti che devono controllare la concorrenza o i magistrati che devono essere informati durante il processo, ma il resto delle persone anziché conoscere il prezzo e il valore di un quadro che si vende all’asta, o il programma politico, (ormai inesistente di un candidato,) è solo morbosamente incuriosito da quello che una ragazza ha dovuto subire da una specie di essere umano. E a lei vedere tutto questo interesse attorno alle crudeltà vissute cosa le potrebbe servire? Ai suoi figli quando un giorno leggeranno l’articolo darà un dolore rivivere quei momenti raccontati da terze persone? Ogni cosa deve avere un senso e quello dell’informazione è quello di mettere a conoscenza dei fatti che accadono. Ma non con dettagli macabri e morbosi.

Ma fino a quando le persone preferiranno leggere crudeltà di questo genere, non meravigliamoci dell’ignoranza che ci circonda. Nel libro della ragazza austriaca Natascha Kampusch, “3096 giorni” ci sono passaggi terrificanti che la vittima racconta che le infliggeva il suo carnefice. Ma il libro devi comprarlo. L’informazione circola ovunque e i bambini sono fruitori di queste notizie. Il giornalista risponde alle richieste dei lettori e degli editori.  E a volte esagera. Ma il lettore è affamato di crudeltà che vivono gli altri perché così si consola per la sua esistenza?.

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